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L'amore è...

Buon Anniversario…

Se ne stava quattro carrelli davanti a me, proprio di fronte alla cassa. Fu come una folgorazione. No, non poteva essere. Mi soffermai a guardarlo meglio. La stessa corporatura spalmata su un metro e novanta di altezza, un paio di jeans al ginocchio e una camicia con le maniche corte, quella a quadretti azzurri, lasciata cadere fuori dai pantaloni, la stessa che indossavi quando ti immortalai in quella foto dove i tuoi occhi dicevano ‘ ti amo ’. I capelli castani, solo quelli tradivano il suo aspetto. Non li avresti mai portati così. Si voltò. Per un attimo avevo pensato fossi tu o, forse, avrei voluto che fossi tu. Continuai a guardarlo decisamente rapita da quell’immagine così tanto somigliante a te. E senza una ragione cominciai a provare una sensazione di pace, di amore. Fissavo quell’uomo mentre il mio cuore si abbandonava al ricordo del tuo volto sorridente e del calore dei tuoi abbracci e dei tuoi occhi innamorati. Immagini di te che mi scorrevano nella mente. Pensieri fugaci, improvvisi e inaspettati.

Sorrisi. Devo essere matta, pensai. Sapevo che non eri tu eppure avevo avuto la netta sensazione che lo fossi. E non riuscivo ad abbassare lo sguardo. Anzi. Scrutavo quell’uomo quasi a volergli strappare altri ricordi perché quell’abbraccio d’amore in cui mi sentivo avvolta non se ne andasse. Lui pagò. Uscì dal supermercato lasciando dietro di sé la scia di un dolce ricordo. Sorrisi ancora. Divertita. Ma poi fu l’inquietudine a pervadermi. 

La visione al supermercato mi aveva turbata. La nostra storia era finita da quasi un anno. L’ultima volta che ti vidi fu qualche mese prima. Per caso. Mi dicesti che non mi avevi dimenticata. Non ti credetti e mi misi a ridere scherzandoci su. Mi chiedesti se ti avevo amato veramente. Non ti risposi. Dopo alcune settimane tornasti. Ancora una volta pensai che mi stessi prendendo in giro. Cominciasti a chiamarmi. A mandare messaggi. Mi dicevi che ti mancavo da morire. Volevi sapere se mi mancavi anche tu.

Sembrava fosse ricominciato tutto come allora se non fosse stato che non ci si vedeva. Credevo stessi giocando con me, mi dicesti di no. Facevo fatica a crederti. Non capivo.

Un giorno ti incontrai, al mattino, di corsa, per un caffè. Mi chiedesti di partire con te per un viaggio e la mia risposta fu, ancora una volta, no. ‘Vedremo’ replicasti. Il giorno dopo, un altro caffè. E il ricordo di un bacio sfiorato, delle tue labbra… che indugiarono sulle mie… per posarsi, lentamente, sulla mia guancia. Un bacio che portava con sé tutta l’intesità di un amore profondo.

Dovevo fermarti. Questo gioco mi stava torturando. Dicesti che tu non stavi giocando, volevi che ti aspettassi. “ Non porta a niente tutto questo! ” dissi. “ Tu non lo sai… “ fu la tua risposta.

Sapevo cosa significava ma non volevo crederlo. Volevi tornare a modo tuo. E avevi bisogno di tempo. Tempo che non potevo darti. Non così. Fu allora che mi chiedesti, quasi implorandomi: “  Ti prego… dimmi sinceramente cosa provi ancora per me “. Fui combattuta se risponderti evasivamente o se dirti la verità. Alla fine ti dissi: “ Per quanto mi senta stupida, sono ancora innamorata di te ”. 

Come un anno prima sparisti. Io sapevo perché. E aspettavo. Sapevo che mi amavi. Quello che non sapevo era che durante una lunga attesa in coda alla cassa di un supermercato, la morte ti aveva fermato al bivio della tua vita. Implacabile. 

Dicono che quella sera saresti venuto da me. E l’hai fatto. Sì. L’hai fatto. Eri tu quella sensazione di pace e di amore che provai guardando quell’uomo che mi ricordava te. Eri tu in quei ricordi felici ai quali mi abbandonai senza motivo cullata dal canto degli angeli. Ora so che eri tu…

Dopo la morte ti sei prodigato nel farmi arrivare le tue parole tramite le persone che amavi. Non volevo crederci. Piangevo e gridavo di rabbia. Ti ho odiato. Se tutto quello che sentivo era vero non potevo che odiarti e amarti. Amarti e odiarti. Mi sei apparso in sogno, una notte. “ Ti prego, tesoro, non so più come fare per farti capire quanto ti amavo “. Mi svegliai. Gli occhi umidi di pianto e la mano protesa come a toccarti. 

Ora non mi resta che il ricordo del tuo caldo bacio sfiorato e del mio, sulla tua fronte gelida come il marmo, bagnata dalle mie lacrime mentre ti sussurro ‘ Ti amo ‘. 

                                                                                                   In memoria di…

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