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L'amore è...

L’amante perpetuo

Greta è una donna molto affascinate. Si muove morbida e flessuosa sui suoi tacchi a spillo con l’eleganza di una nobile principessa ma sa essere agile e scattante quando indossa le scarpe da tennis e un paio di jeans. 

E’ la donna che fa innamorare ogni uomo che incontra perché lei è… tutto. E’ camaleontica. Sa immedesimarsi in ogni situazione con la più totale disinvoltura e naturalezza. Greta è una donna libera, dunque misteriosa, affascinante, sexy. Vive al di fuori degli stereotipi comuni e sprigiona sensualità ogni volta che libera la sua energia.

Greta è travolgente ma ha imparato anche a nascondersi, a mimetizzarsi. Per essere lasciata in pace quando ha voglia di stare sola con se stessa.. E’ così sicura di sé che non ha bisogno di conferme dall’esterno e, dunque, non ha bisogno di essere sempre…  ‘perfetta’! 

Un’amica le ha fatto notare che se ci sono mille persone in una sala, l’uomo più ricco, più benestante e con la posizione migliore, guarda lei.

E Greta ha fatto spallucce. Ha ricordato che quando era adolescente e tutta pustolosa il padre della sua migliore amica si arrabbiava perché, diceva, ” gli uomini migliori andavano tutti a Greta “.

“ Bah! – dice lei – tutte stupidaggini… “ 

Un giorno Greta mi ha confessato di avere un amante perpetuo. Sì, l’ha definito così. 

Non ci potevo credere. Sapevo che aveva avuto delle storie in questi anni, per carità, nulla di serio… ma delle belle storie. Non mi sembrava, però, il tipo di persona che può avere un amante.

–         Ma che hai capito, sciocchina! – mi disse – Un amante perpetuo è un uomo che c’è sempre… ogni volta che vuoi, quando vuoi. Mica ha l’obbligo di frequenza! – e sorrise…

Continuavo a non capire.

–  Vedi – continuò – Questa non è una cosa che puoi fare con chiunque. Nel mio caso, lui è un uomo carino, simpatico, allegro, intelligente. Ama il buon vino e la buona tavola ed è un grande amante. Mi fa ridere e mi fa stare bene. E’ un padre e quindi ha le attenzioni e la delicatezza di un marito. Cerca quelle di una donna. Mi piace ma dentro di me non ho mai sentito il ‘click’. Lui non si stanca mai di chiamare. Spesso non gli rispondo. Lui capisce. Quando mi va, invece, gli rispondo. A volte per due chiacchiere, a volte per combinare una cena, un week-end o una giornata a fare qualsiasi cosa ci venga in mente. E poi… quando ci lasciamo… è un tacito accordo: ci vediamo quando ci vediamo! Non è una questione di sesso. A volte andiamo a cena e a ballare e poi a casa. Il segreto sta nel rispetto, nell’intelligenza e nell’equilibrio di due persone che senza ipocrisia si vivono intensamente quando sentono di farlo. Entrambi fuggiamo letteralmente quando abbiamo delle storie per poi ritrovarci quando finiscono. A volte lui è geloso. Io no. Come vedi… un amante perpetuo non è ‘l’amante’ classico col quale hai una relazione costante con tanto di coinvolgimento sentimentale più o meno dichiarato. Né una persona da relegare a squallide serate erotiche. Un amante perpetuo è quella persona che scegli di vedere solo quando sei al meglio di te stessa prendendo solo e sempre il meglio di lui… Ma, credimi, l’amante perpetuo richiede intelligenza, rispetto e una gran dose di consapevolezza da entrambe le parti. –

Ora avevo capito. Greta è una donna libera, decisamente consapevole del suo fascino. Una donna sicura che si rispetta, che non ama i compromessi, che non vive nell’ipocrisia. Sa riconoscere i sentimenti veri dalle passioni e dice che quando troverà l’uomo che la completa sarà l’incontro perfetto!

E io sono sicura che questa volta sarà… amore perpetuo!

12 commenti

  • Clay

    bentornata, Principessa!
    questa Greta non mi convince molto: per amare bisogna lasciarsi andare e correre dei rischi. L’amore perpetuo non si sceglie per calcolo, come l’amante!

    • principessaperungiorno

      Due commenti… decisamente opposti. Da una parte ‘l’uomo’ e, dall’altra, ‘la donna’.
      Non è per prendere le parti ma… Clay… io mi associo a Ely (anche perchè sono io che ho scritto il post 😉 )
      Greta è una donna libera che non si spreca in serate di squallido sesso ma nemmeno illude o si illude di provare dei sentimenti quando sa riconoscerli come emozioni e nulla più. Greta sa prendere il meglio della vita senza pianificare, senza scendere a compromessi e senza accontentarsi. Molto probabilmente non ha incontrato ancora un uomo capace di farla innamorare… forse per scelta o, forse, per destino. Non credo avrà problemi a riconoscere il vero amore poichè sa cos’è una passione… o un’attrazione… o un semplice affetto.
      Questo non è calcolo ma conoscenza di vita o, come dice Ely… consapevolezza! Forse è perchè non si incontrano facilmente uomini consapevoli di sè che Greta non ha ancora trovato il vero amore. Però almeno lei ha trovato un ‘amante perpetuo’!!! 🙂

      p.s. Grazie Clay per il ‘bentornata’!

  • fiorettolo

    Perpetuo dunque…una scelta del termine interessante: non “perfetto”, ne “eterno”, o “continuativo” o ancora “definitivo”…perde in poesia e non eccede in cinismo…bella scelta, bel post, bel racconto.
    Hai ragione, difficile a instaurarsi un rapporto del genere; due persone così dovrebbero conoscersi da sempre, quanto basta ma mai abbastanza, fondamentalmente rispettarsi, certo, ma anche essere della medesima, precisa nella sua imprecisione, idea; altrimenti rischiano di essere a turno l’uno “accompagnatore” dell’altro.
    Non è un rapporto perfetto (ma quale lo è?) e non ce ne sono tanti così; non è squallido per loro, essendo condito di complicità e amicizia, ma la mia impressione è che, in queste situazioni, lo squallido non lo facciano tanto i soggetti interessati, quanto piuttosto lo interpretino i terzi che li osservano, così si è lo stesso labili al rischio di apparire tali…(sempre un po’ di uno, nessuno e 100000) 😉
    Un abbraccio, Fiorettolo
    ps. mi sei mancata princi
    pps. devo ancora riflettere un pò su quell’ “uomini consapevoli di sè” che trova le signore in accordo…non so, sono perplesso 😐

    • principessaperungiorno

      Grazie Fiorettolo…!
      Sai, squallido per me è ciò che ho sentito dire da un’altra amica e di cui cito testuali parole:
      ” … quando faccio solo sesso, lo faccio con quelli che mi piacciono solo fisicamente e con cui non passerei nemmeno un giorno insieme… ”
      Un’altra le ha risposto: “… e ti fai pagare almeno?… ”
      A parte la battuta di quest’ultima, credo che questo sia lo squallido modo in cui molti degli uomini la pensano e al quale lei si è adeguata perchè incapace di viversi con consapevolezza. Se ne fosse capace, godrebbe di una buona autostima ed eviterebbe di cadere continuamente in situazioni dove si sente costantemente usata.
      Si evita di trascorrere del tempo con una persona con cui si è fatto sesso per la paura di non avere null’altro che possa essere apprezzato. Oppure lo si fa perchè reputiamo che la persona che abbiamo di fronte non lo abbia. Nel primo caso ci facciamo ‘usare’ e nel secondo ‘usiamo’. In entrambe i casi, però… siamo decisamente perdenti! E quale squallore non avere nulla da ricordare per mancanza di complicità e di condivisione…
      Hai ragione, è molto difficile e delicato l’equilibrio di cui ho parlato nel post. E’ per livelli superiori, per quelli che non credono che… ‘ in fondo siamo tutti un po’ animali ‘. E’ un altro stadio dell’evoluzione.
      E mi trova d’accordo con Ely e Greta…

      p.s. Credi che ‘gli altri’, ovvero il giudizio del quale ti preoccupi, ‘gli occhi degli altri’, sia importante quando proprio quegli occhi sono ciechi di fronte ai veri valori della vita? Quando proprio quegli occhi sono così bigotti al punto di mantenere in piedi relazioni e matrimoni nella più bieca ipocrisia? Io non mi preoccuperei del giudizio esterno quando questo arriva da persone inconsapevoli e lascerei che questo giudizio diventi lo specchio della loro invidia…
      Ci fossero più persone consapevoli, ci sarebbero meno drammi e molta più lealtà.

      • fiorettolo

        Nel discorso ciò che non mi sento di condividere è propriamente il concetto di “consapevolezza”, usato a più riprese e con varie accezioni, a meno che, fra le caratteristiche richieste da entrambe le parti per poter instaurare un tale complesso rapporto, non si intenda: “corrispondenza”, nel senso di “corrispondente consapevolezza”.
        La consapevolezza è democratica e non ha accezione positiva o negativa…si può essere anche consapevoli di non essere in grado di condividere una posizione o il rapporto del tipo indicato; si può dunque esser consapevoli di pensarla semplicemente in modo differrente e vivere comunque bene o male…nella sostanza non è la consapevolezza che fa il “comportamento”, al limite può aiutare nella comprensione della corretta o errata scelta del rapporto instaurato o ad instaurarsi.
        Per quanto concerne il giudizio degli altri..non mi preoccupo di quello che danno nei miei confronti, ma della consapevolezza (appunto) che per alcuni questo sia importante… personalmente tendo a sminuire quello della folla, del “pecorume”, delle mode e ingigantire quello delle persone per cui provo stima, quasi a parificarlo al mio stesso…consapevole di poter essere ancora e comunque: un emerito nessuno. Ammetto di crearmi a volte il dubbio su quanto sia lecito ridurre al piccolissimo, al trascurabile, il peso dell’opinione degli “altri” (i 100000), finirei altrimenti per cascare nella “egomania”; ma tant’è per alcune cose, legate alle scelte che mi riguardano direttamente, su cui sono l’unico che ha voce in capitolo, è giusto che sia così: io, unico, posso decidere per me stesso. Altro discorso ancora è considerare fra le 100000 opinioni qualcosa che parte da me lo stesso, i cosiddetti altri me, i miei alterego, i miei lati: buono, cattivo, premuroso, farfallone ecc…opinioni che non posso non ascoltare, soprattutto quando unanimemente si schierano contro quanto pensa il mio io che vorrei poter essere…quelle situazioni insomma in cui comprendi che hai ancora molta strada da fare (a questo riguardo, si, ringrazio la mia precisa consapevolezza).
        Per quanto riguarda il post, altrimenti vado troppo fuori tema (sempre un pò scheggia impazzita), io per esempio sono consapevole di non esser nelle condizioni di instaurare un rapporto di questo tipo, poiché: 1.non sono molte le persone che conosco così a fondo da poter essere certo che sia ciò che può realmente interessare, almeno quanto io lo possa trovare interessante; 2.non credo ci siano molte persone, che conosco, che interpreterebbero questo rapporto in modo positivo per se. Sarò anzi più antipatico, spero non meno chiaro; conosco diversi ragazzi che vorrebbero instaurare un rapporto che possa somigliargli, finiendo poi per cascare in tutte quelle altre forme sbagliate di rapporto che hai anche indicato, non troppo interessati a distinguerli…nel senso dell’opportunismo (il tipo approfittatore), oppure, anche nell’onestà più totale, di chi oscilla continuamente fra la possibilità di mantenere un rapporto “sul filo”, come quello indicato, e ridefinirne uno stabile, nell’intento o nella convinzione di fare il bene per se e-o per entrambi, dunque una cura anche per l’altra persona… per il rapporto che intendi, alla fine, ci vuole molto di più del profondo rispetto, ci vuole sincero affetto e assoluta corrispondenza.
        Poi, diciamocelo chiaro, dipende molto dalle fasi della vita che si sta vivendo, e con questo moltiplichiamo ancora le variabili e dunque la “carne al fuoco”; ci sono persone giovani, soprattutto donne, a cui potrei parlare di questo argomento e mi potrebbero guardare stralunate; anche le più aperte alla comprensione del concetto, immaginerebbero il tutto in forma puramente teorica e comunque in un loro futuro lontano dai piani che al momento hanno in corso, sia dovessero essi giungere al preciso compimento e sia dovessero variare sui loro percorsi…ma anche: alcune ne riderebbero semplicemente e altre mi etichetterebbero come “opportunista” o peggio “libertino”, vedendo solo ipotetico il rapporto descritto e intravedendo piuttosto la miriade di varianti imperfette che appunto sono immaginabili e già descritte…una frase poi mi ritorna come parlassi dal mio stesso passato: “ma vuoi evitare le tue responsabilità?” (ero molto fiscale con me stesso).
        Sempre incasinatore di questioni già di per se non semplici, Fiorettolo 😉
        ps.c’è una persona di cui sarei curioso di leggere l’opinione

  • principessaperungiorno

    Fiorettolo! Sei sempre così tanto prolisso… ma non saresti tu se non lo fossi! 😉
    Vedi, il fatto che esistano situazioni o modi di vivere che non riusciamo a comprendere, non significa che non possano esistere in una modalità diversa da quella che i nostri preconcetti ingabbiano (proprio perchè non siamo capaci di viverla).
    Tu non saresti capace di vivere così… ok. Ma non sei obbligato a farlo.
    Qui non si discute sull’approvazione o meno di un modo di essere e di vivere ma della consapevolezza con cui si vive ogni situazione e con la quale è vissuta la situazione del post.
    In questo casi i due soggetti nutrono affetto l’una per l’altra, sono attratti fisicamente l’una dall’altra ma non lo scambiano per amore. Lui non le scive stupidi messaggi che farebbero naufragare il tutto. La coccola e la corteggia con delicatezza. Lei non sogna che lui diventi il Principe Azzurro che non è. Ma lo esorta a manifestarsi come tale quando è con lei.
    Credo che il segreto stia nel fatto che entrambi sono consapevoli di ciò che sono e di cosa vogliono in quel periodo di vita. Come ho detto, entrambi si dileguano quando capita abbiano delle storie. Sono persone che vivono intensamente e non riuscirebbero a tradire il vero partner (quello della storia vera).
    Sai cosa credo? Che questo è ciò che moltissimi sognano di essere in grado di fare. Invece, i più non sono capaci di vivere queste situazioni nemmeno con il paracadute di un matrimonio che gli copre le spalle e, se proprio ci riescono, il risultato è una menzogna che non fa bene a nessuno. Oppure lo squallore di cui ho già parlato.
    Nella consapevolezza… non c’è menzogna. Perchè una persona consapevole non ha bisogno di conferme.

    • fiorettolo

      Non so se mi sono espresso male, ma anche io sono assolutamente dell’idea che esistano modi di vivere diversi dal nostro e alcuni di questi non riusciamo neanche a comprenderli. Solo ribadisco di non concordare sull’uso troppo esteso del concetto di consapevolezza, che qui comunque va contornandosi e quindi un pò affinandosi. Puntualizzerei anche di non aver detto che non sarei capace di vivere così, anzi, ho detto che troverei interessante la cosa; piuttosto, nell’immaginare ci siano persone che non saprebbero vivere così, comprendo che la loro precisa consapevolezza non è affatto carente, poiché essi sono magari consapevoli di non essere in grado di instaurere tale rapporto. La consapevolezza di cui trattiamo qui è quella di due soggetti concordi su quel dato preciso modo di vivere e che sono in una condizione di maturità personale e sociale da considerare nulla la necessità dell’approvazione di terzi; persone dunque che non cercano a tutti i costi l’amore della vita, il principe azzurro o quant’altro, decontestualizzata dunque dalla generalità dei casi, che prevede una miriade di altre opinioni ed opzioni; capisco quando intendi che sia il caso di trattare la specifica situazione e dunque concordo sul fatto che le persone che sono di questa opinione potrebbero arrivare ad instaurare un rapporto di questo genere se fossero ben consapevoli di essere appunto di questa stessa idea (serve infatti la loro precisa consapevolezza), sebbene potrebbe anche non bastare.
      Mi sembra poi che si stia proprio solo teorizzando questo rapporto e più lo si approfondisce più si corre il rischio di divenire contraddittori; per esempio: lui non è il principe azzurro ed entrambi lo sanno, questo è il rapporto, ma lei quando stanno assieme lo esorta a manifestarsi come tale? Questo è invece l’atteggiamento di qualcuna che richiede di essere avvolta da affetto e comprensione differenti dal presupposto del rapporto stesso, perché appunto, viste le ipotesi di partenza, non può fare questa cosa per mere questioni di apparenza. In sostanza avrebbe un principe azzurro pur sapendo proprio di non avercelo e non volendolo affatto, vorrebbe che a tratti si manifestasse? Non quadra.
      Per concludere, altra benzina sulle fiamme: alla fine dici che nella consapevolezza non c’è menzogna, concordo, anzi è proprio il senso stesso dell’auto-verità, e una persona consapevole non ha bisogno di conferme, su questo invece non sono proprio d’accordo; la persona consapevole, magari non cerca conferme, ma le trova e vive forte della sua consapevolezza appunto trovandole, quindi ci gioca continuamente, se ne nutre e sono per essa come ossigeno…quindi addirittura più di altri, in questo senso, ne ha bisogno…ognuno, per quanto sicuro di se o consapevole, vive di conferme e ne ha dunque bisogno.
      Lo sai che mi diverto sempre a filosofeggiare, con affetto Fiorettolo
      ps.ci provo ad essere più sintetico, ma temo sempre nella sintesi si nasconda la non chiarezza e l’interpretabilità 😉
      pps. e sinteticamente: concordo su gran parte del discorso, solo storco il naso sull’inflazionato e modaiolo uso del concetto di consapevolezza, pur contestualizzato

      • principessaperungiorno

        Essere troppo prolisso credo ti porti spesso fuori dal concetto. E non credo ti dia l’opportunità di filosofeggiare, anche perchè non è proprio questo il contesto nè il tema portante del blog.
        Qui si commentano delle situazioni. Punto.
        Credo ti sia perso nella consapevolezza volendogli dare un significato diverso da quello che ha. Non ci sono, infatti, controsensi in questa ‘non coppia’, non c’è squallore, non c’è menzogna. C’è coerenza. Lealtà.
        A me sembra che tu non abbia mai ‘giocato’ il gioco della seduzione, Fiorettolo, quello che tiene vivo un rapporto, quello che anima l’attrazione, perchè altrimenti sapresti benissimo quanto, sia l’uomo che la donna, ‘giochino’ i loro ruoli con assoluta maestria durante il corteggiamento per poi perdersi non appena diventano una coppia.
        La forza di questa ‘coppia non coppia’ (e per favore non andare a disquisire su questo termine…) è proprio in questo: giocano il gioco dell’amore dandosi al meglio e portando l’altro a dare il meglio di sè (da qui l’esempio citato di lei… ) ma sanno e sono consapevoli che come coppia non funzionerebbero. Molto probabilmente, poi, non hanno voglia di costruire nulla. Ma, almeno, non si prendono in giro a vicenda e si vivono intensamente senza fare coppia. Quando fanno coppia con qualcuno… si dileguano.
        I motivi per cui possono aver scelto questo modo di relazionarsi… beh… Fiorettolo, sono affari loro!
        Non è questo il motivo del post… quanto il far riflettere sulla propria consapevolezza…
        Ha ragione Ely… se ne incontrano pochi di uomini così consapevoli…. 🙂 e, aggiungo io, purtroppo….!

        • fiorettolo

          A questo punto chiedo a te quale sia il significato che dai alla: “consapevolezza di se”.
          Poiché mi sa che sosteniamo una stessa tesi ed io non voglio darle alcun altro significato che il suo; apposta per questo ripeto che sono d’accordo con te nello specifico: non c’è squallore per i due soggetti della non-coppia in gioco, non c’è menzogna, anzi complicità a livelli straordinari, c’è coerenza con quanto sentono di essere e lealtà…ma più ne parliamo più è chiaro che sia una mera teorizzazione che finisce per cadere nel rischio della contraddizione.
          Poi mi scuso per averti assillata, non volevo condurti all’esasperazione di chi vorrebbe chiudere un discorso che non ha più intenzione di approfondire…nella mia precisa consapevolezze so di non avere molta esperienza nel gioco della seduzione (infatti all’occorrenza mi ci esercito ancora), ma è un gioco così grazioso che tutti l’han giocato, ovviamente anch’io, e quindi dello stesso posso dirti che: non esiste una regola che decreti la fine dei giochi con la nascita della coppia, a meno della noia dei giocatori che si divertono solo nel tentativo di ottenere un certo risultato, concetto questo profondamente maschilista e che non mi appartiene. Io ritengo anzi che il gioco della seduzione se è finito con la nascita della coppia allora è proprio un brutto segno per la stessa…che potrebbe poi non durare molto. Ma questo è proprio un fuori tema del post, poiché i due soggetti del rapporto giocano alla seduzione reciproca, ma per il mero gusto di giocare, totalmente disinteressati dalla possibilità di instaurare una coppia e senza bisogno di particolari motivi (infatti di questi non se ne era mai trattato), cosa che, ribadisco, comprendo e condivido.
          Ciao, Fiorettolo
          ps. se hai delle amiche abbastanza consapevoli da correre il rischio di giocare con me il gioco della seduzione, confido che me le vorrai presentare, lo sai che non gioco questo gioco con te… (per citarti) “sei una donna pericolosa” 😉 …ti prego, con questa spero di avertelo strappato un sorriso, altrimenti dovrò iniziare a pensare che la tua battuta finale non fosse ironica, lo sai che ti sono affezionato. 🙂

  • principessaperungiorno

    Fiorettolooooo! Cito tue testuali parole scritte qui sopra: ” (…) più ne parliamo più è chiaro che sia una mera teorizzazione che finisce per cadere nel rischio della contraddizione.”
    Appunto… più ne parliamo. Come hai ben capito non è questo il contesto di un’analisi dei perchè e per come. Credo che nell’ultimo tuo commento ci sia IL TUO COMMENTO! E non potevi esprimerlo subito senza fare mille giri prolissi di parole? Sei tu che teorizzi su ipotesi infondate… tanto più se dici di condividere. Resta ‘sul pezzo’ per favore e cerca di essere più conciso 😉
    Per quanto riguarda le mie amiche… beh… la grande maggioranza non è capace di queste cose. Passano dallo squallore alla dipendenza (quelle che credono di essere libere) oppure dalla ‘clausura’ alla convivenza (quelle che giudicano, pontificano e bacchettano…) . Insomma… quelle poche veramente ‘consapevoli’ sanno esattamente dove e come agire e, soprattutto, con chi…
    Inutile, quindi, presentartele! E poi… sarebbero pericolose quanto me… 😉

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