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L'amore è...

Specchio, specchio delle mie brame…

Lui è il tuo specchio. Tu sei il suo specchio. Cosa vuol dire? Semplicemente che ognuno di noi attrae colui o colei che ci fa da specchio. E questo non significa che la persona che abbiamo di fronte sia uguale a noi. Significa che ci sta riflettendo la nostra immagine  e, spesso, i nostri bisogni, le nostre paure e tutte le cose irrisolte che ci portiamo dietro. 

Riuscire a capire cosa ci lega a situazioni e persone che apparentemente vorremmo fuggire, non è così facile. Ma spesso la vita ci pone di fronte a quelle cose che ci ostiniamo a rimandare facendoci incontrare proprio quelle persone che, come uno specchio, ci riflettono ciò che non vogliamo vedere. 

Saper riconoscere quando siamo legati a qualcuno solo per colmare un vuoto, un bisogno, una necessità è molto importante per poter vivere nella giusta consapevolezza ogni tipo di relazione, dalle amicizie, ai colleghi di lavoro, alla coppia e così via… 

Credo che questo sia importante perché credo che solo quando una persona è veramente completa di suo, quando non ha bisogno di qualcun altro per darsi ciò che non è capace di darsi da solo, può finalmente essere pronto per una relazione d’amore appagante e felice…

6 commenti

  • Clay

    il tuo discorso non fa una piega. Peccato che le persone cerchino nell’amore proprio la soddisfazione dei propri bisogni! E non solo: una volta individuato il malcapitato/a, cercano di plasmarlo in modo che si adatti alle loro esigenze e – una volta resosi conto del fatto che la persona non è modificabile perchè ha una sua precisa identità – gli rinfacciano questa inaguatezza, fino all’esasperazione e all’esaurimento del rapporto (o dell’individuo)…

    • principessaperungiorno

      Già… per questo motivo ho scritto questo post. Una riflessione per cercare di essere più obiettivi e magari provare a sentirci meno vittime. Ho infatti linkato, alle parole in rosso, una pagina web per chi si vuole dilettare e divertire con lo specchio di se stesso…!

  • Clay

    oh, avevo letto in fretta e non mi ero accorto del link… quel sito mi ricorda qualcuno, cioè mi sembra molto simile a te. Sarà anche questo uno specchio?

  • cindy

    partiamo sempre dal fatto che siamo esseri umani…essere umani significa anche essere fragili,imperfetti,bisognosi…la vera difficolta’ e’ rendersi conto che siamo esseri in continua “crescita”…questa e’ la parola chiave, Evoluzione…l’andare sempre avanti e crescere…tutti noi abbiamo delle paure e delle debolezze ,dovremmo solo essere capaci di riuscire a guardare dentro noi stessie a metterci in discussione…lo specchio,quello di cui si parla nell’articolo, ci mette di fronte tutte le situazioni, le persone,gli avvenimenti che ci possono aiutare a capire ma la voglia di capire e di migliorare puo’ venire solo da noi stessi.

    • principessaperungiorno

      Sono d’accordo Cindy. Molti dicono che non si cambia nella vita. Io credo che sia l’alibi di chi ha paura di fallire, di chi è disilluso. Credo che chi non cambia è morto dentro. Ma, come dici tu, la voglia di cambiare può arrivare solo da noi stessi e dalla nostra voglia di vivere! A tal proposito allego una delle poesie che amo di più…:

      ” Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.

      Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle “i” piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all’errore e ai sentimenti.

      Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l’incertezza, per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.
      Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passai giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

      Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

      Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
      Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità”. (Pablo Neruda)

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