fbpx

Avevo 15 anni quando mi insegnarono a sfilare per la prima volta.

Era una giovane signora con una bellissima boutique in pieno centro. Voleva organizzare una sfilata e quando io lo venni a sapere mi presentai subito.

Lei mi disse che avrebbe preso modelle professioniste ma che poteva anche inserirne una ‘nuova’.

Mi chiese, però, di andare ogni pomeriggio per un mese in negozio da lei. Mi avrebbe insegnato i trucchi del mestiere, anche lei aveva fatto la modella.

Così ogni pomeriggio partivo con il mio ‘mangiacassette’ pieno di musiche da mettere in sottofondo e mi divertivo a sfilare per le sue clienti con ogni tipo di abito.

Le clienti erano così contente che venivano molto più spesso in negozio e compravano spesso quegli abiti che non avrebbero mai comprato!

La signora Laura, questo era il suo nome, mi insegnò che la camminata doveva avere un ritmo ben preciso, che i piedi andavano messi in un determinato modo, etc…

Ma la cosa più importante che mi insegnò fu questa: mi insegnò a dare un sinonimo ad ogni abito.

Mi disse che ogni abito doveva avere un portamento diverso. Non potevo camminare allo stesso modo con un abito da sera o uno da cocktail o da lavoro.

Mi disse che dovevo ‘entrare’ nell’abito che indossavo e ‘impersonarlo’.

Come un cantante fa con una canzone, un attore con la sua parte o un musicista con il brano che suona, una modella lo deve fare con gli abiti.

E così mi diede un sinonimo, un aggettivo per ogni abito. Sofisticato, elegante, sportivo, allegro, seducente, disinvolto, etc…

Imparai ben presto che sono io a dare personalità a un outfit (come lo chiamiamo ora) a far sì che l’abito valorizzi me e viceversa. E imparai che per arrivare a questo deve esserci una grande armonia.

Perché ti dico questo?

Perché molto spesso vedo donne ostentare abiti molto costosi che non sanno portare. E allora di quella donna noti l’abito costoso.

E come diceva Coco Chanel, quando di una donna ti chiedi quanto costerà il suo vestito, non c’è eleganza.

Verissimo.

Ma succede anche il contrario. Che si veda che l’abito è da poco.

Se hai letto il mio post griffe vs bancarella ti renderai conto che quello che fa la differenza è il portamento.

Il portamento, oltre che dalla postura, è dato dal ritmo della camminata, dalla gestualità, dallo sguardo. E’ un insieme di cose.

Usare dei sinonimi quando indossi i vestiti del tuo guardaroba e adeguarti ai modi che questi implicano, ti aiuterà a diventare più in armonia con ciò che stai indossando. E ti sentirai più bella.

Sarai splendida con una tuta da ginnastica così come con un abito da sera, con un semplice abitino per un aperitivo con le amiche o un capo da lavoro.

Ora divertiti – da sola o con le amiche – a impersonare gli abiti del tuo guardaroba. Mettiti davanti allo specchio e cammina come se dovessi sfilare.

Ti accorgerai come cambiano la camminata e lo sguardo.

Ricordati, però, che la postura deve sempre essere la stessa. Sono solo la camminata e l’atteggiamento che cambieranno, mantenendo il garbo e l’eleganza di un portamento regale.

Buon divertimento bellissima principessa! 

Spero che questo consiglio ti sia stato utile.

Ti aspetto al prossimo post!

 

 

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: