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E’ un piccolo ma efficace trucco per eludere la mente che spesso… mente.

A volte ci riesce difficile sentirci belle, affascinanti, sicure di noi stesse. Sono troppi i condizionamenti che subiamo da quando siamo piccole, i giudizi sul nostro aspetto fisico e sulle nostre capacità.

Tutto questo ci fa sempre più assomigliare agli uomini e apprendere una modalità di vita che poco ha a che vedere con il nostro modo di vivere come donne.

La parità è stata confusa con l’uguaglianza a scapito dei nostri valori e della bellezza delle nostre diversità.

Poiché viviamo ormai nella confusione più totale, poiché troppo spesso ci rifacciamo a schemi non nostri, ci viene difficile anche solo pensare di essere ciò che sentiamo essere nel nostro profondo.

Anzi, spesso abbiamo proprio perso di vista chi siamo veramente.

Per la psicologia questo è lo stress, che corrisponde alla forzatura del fare una vita che poco ci appartiene e che mette in discussione i nostri veri valori, le nostre vere priorità.

Sicuramente non è questo il contesto dove affrontare temi che riguardano l’interiorità di ognuna di noi ma è sicuramente questo il contesto per avere uno spunto di riflessione e rendere le nostre giornate un po’ pepate e magari più leggere nello spirito.

Quindi… se ti chiedessi come ti piacerebbe vivere, cosa risponderesti?

Lasciando perdere la banale favoletta della donna bella, ricca, con un uomo che la ama alla follia e dei figli perfetti, o di quella della donna un po’ ribelle e giramondo, o di quella che vorrebbe essere una famosa star, cerca di ascoltare ciò che sei e che sei diventata ora e prova a capire cosa oggi vorresti essere della donna che sei, come vorresti vivere per ciò che sei.

Quindi, prova a immaginare…

Come cammineresti? Come ti muoveresti? Come parleresti?

Durante le mie lezioni di portamento, quando la donna inizia ad avere più confidenza con la camminata e deve iniziare a dare un ritmo diverso ai suoi passi per poter interpretare nel modo più corretto i diversi stili, io uso questo metodo: le chiedo di interpretare se stessa in una versione diversa da quella che interpreta ogni giorno.

Le chiedo di camminare come se fosse una Regina, di immaginare il luogo più bello dove vorrebbe essere, di immaginare di essere in una cena di gala, o a un party sulla spiaggia o a fare shopping con le amiche.

Questo esercizio ha la funzione di insegnare alla donna ad attingere ai suoi diversi stili e a viverli.

Generalmente, all’inizio c’è un po’ di difficoltà a fare questo esercizio ma poi accade sempre che io riesca a vedere il suo cambio di ritmo, il suo cambio di stile. E riesco a sentire la musica nei suoi passi.

Perché non possiamo camminare sempre con lo stesso passo, indossare un abito da sera come indossiamo un paio di jeans, avere lo stesso portamento a un aperitivo o sul lavoro.

Ogni contesto, ogni situazione, ogni abito ci richiede di essere vissuto e interpretato secondo il suo stile.

Quindi è molto importante che tu impari a camminare come se… a muoverti come se… a parlare come se…

Ti aiuta a sentire un’emozione diversa, ti aiuta a viverla e a comprendere che nelle tue sfaccettature di donna hai un modo diverso di muoverti, di sorridere, di guardare, di camminare. Ti aiuta a capire che anche tu puoi essere quella donna bellissima che hai sempre voluto essere.

E lo sei in un modo unico.

Ora prova a vestirti con l’abito che più ti piace, con quello che esprime di più ciò che sei nel contesto in cui sei ora (anche se sei a casa…) e prova a camminare come se… a muoverti come se…

E poi fammi sapere cosa è cambiato.

Se non è cambiato quasi nulla, riprova, è questione di esercizio, forse non riesci ancora a sentirti come una top-model ma almeno credo di averti strappato un sorriso!

Provaci ancora. Inizia a vivere come se fossi………….. (riempi i puntini con la donna che vorresti essere).

Perché in fondo la vita è un palcoscenico dove noi siamo gli attori protagonisti.

E tu, quale storia vuoi raccontare di te?

Scrivilo nei commenti.

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